[PHOTO + REPORT] RosadiLicata: il silenzio ammazza gli innocenti

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Da una rosa nasce una spina, da una spina nasce una rosa. La vita e l’arte di Rosa Balistreri emozionano ancora grazie alla voce di Chiara Casarico.

di Raffaella Ceres – RosadiLicata: il cuore aperto, la voce rugosa, passionale e maledetta. RosadiLicata, voce di una Sicilia offesa, ignorata, umiliata. Rosa Balistreri rivive nella voce di Chiara Casarico e nella sua perfomance di teatro continua a raccogliere consensi e nuovi ammiratori dopo il successo riscosso grazie al Fringe Festival di Roma nel 2015. Un carretto, un pupo ed una scopa. Essenziali i compagni di scena di Chiara Casarico perché, per raccontare di Rosa non servono orpelli: è l’impeto tumultuoso dei testi delle sue canzoni che deve far vibrare gli animi degli spettatori. Ogni oggetto ed ogni movenza, sfiora le sfumature del nero a volte rotte dal rosso che provoca, turba e commuove. E la voce di Chiara si staglia oltre il Chiostro della Casa Internazionale delle Donne che ha ospitato lo spettacolo aprendo così la sua nuova ed interessante stagione estiva che terminerà a settembre inoltrato e che vedrà anche alcune giornate interamente dedicate al jazz femminile. Cantare Rosa Balistreri è dedicare alle donne un inno alla resistenza contro ogni forma di violenza, che mai si è tramutata in rabbia o disperazione cieca ma che al contrario, ha avuto la lungimirante capacità di evolversi in riscatto da se stessa.

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Rosa Balistreri nasce a Licata nel 1927 in una famiglia povera come lo era la condizione di molte famiglie simili alla sua. Ma la povertà che spaventa non è quella economica perché Rosa nasce in una famiglia povera di idee e lei, che la rivoluzione la portava dentro, cantava in ogni momento, cantava per non arrendersi, derisa e picchiata dal padre ma sostenuta dall’amore materno. Chiara Casarico racconta la vita di questa incredibile donna accendendo spunti di riflessione che vanno oltre la cantautrice stessa dimostrando quanto il doppio intento dello spettacolo venga perfettamente soddisfatto. Da una parte infatti c’è l’esigenza di riconsegnare alla storia ed alle nuove generazioni la complessità di un’ artista come Rosa Balistreri che ha trovato il coraggio di cantare tutte le umiliazioni subite dalla donna in quella Sicilia lontana e cupa, la mafia e la chiesa strette a braccetto, il fuoco dell’amore ed il dolore dell’abbandono. Dall’altra si portano in scena temi che non appartengono solo a quella terra o a quel periodo storico perché consegnano al teatro lo sdegno per situazioni che nel tempo hanno trovato abiti diversi ma che non cambiano i protagonisti.

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Ma nulla può modificarsi se non si trova la forza e l’entusiasmo di RosadiLicata che all’età di 39 anni incoraggiata e sostenuta da Dario Fo, Ignazio Buttitta e Ciccio Busacca, diventa finalmente Rosa Balistreri e canta per se stessa raccontando agli altri la sua storia e la sua voce. Accompagnata dalle musiche dal vivo di Roberto Mazzoli e Stefania Placidi, a Chiara Casarico va il merito di aver reso questo spettacolo un intenso spaccato di storia, cultura, arte e denuncia. Senza il passato il futuro non può edificare una storia diversa. Senza la conoscenza non possiamo pensare di modificare le strategie che ingannano la vita e che permettono a tutti di essere Liberi e Persone.

Photogallery a cura di Giovanna Onofri

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