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Uno spettacolo sull’acqua come diritto inalienabile

Pesci fuor d’acqua?

Una storia comica e poetica, di passione politica e amicizia

La storia di due novelli Don Chisciotte e Sancio Panza che lottano contro il "mulino a vento" del problema mondiale dell'acqua.

 

scritto, diretto e interpretato da
Chiara Casarico
Tiziana Scrocca

NOTE SUL TESTO
lo spettacolo nasce da un progetto di ricerca sulla commistione dei linguaggi: il clown, la drammaturgia classica, i modelli contemporanei e dall’esigenza di recuperare un rapporto col pubblico attraverso la semplicità, la sincerità e la leggerezza, fondendo forme immediate con contenuti complessi.
La scrittura procede su un doppio binario, il testo viene costantemente arricchito e tradito integrando le potenzialità del recitare a soggetto con un testo chiuso.

LA STORIA
“Non c’è niente di più stupido,
che un uomo possa fare,
che ammalarsi di malinconia…”

E’ la storia di un incontro: Grattacapo l’intellettuale disincantato e fallito e Vallelappesca il contastorie. L’iniziale diffidenza si trasforma in amicizia. Nasce nei due una volontà per rimettersi in movimento, di fare qualcosa per il mondo che sembra andare a rotoli. La prima azione concreta è quella di scrivere un giornale di strada che metta in evidenza i paradossi del nostro vivere quotidiano… Si discute di diritti e bisogni… e si individua nell’acqua il problema centrale della nostra epoca. Da qui la decisione di ripulire il fiume su cui vivono e lo scoramento per l’impossibilità dell’impresa. Ma la speranza è l’ultima a morire e lo spettacolo si chiude con la proposizione di tornare nel mondo di lassù a cercare “altri pesci fuor d’acqua come noi… che si mettono insieme, che amano insieme, che lottano insieme… e insieme cominciano a respirare!”

NOTE SULLO SPETTACOLO
Lo spettacolo si adatta a spazi diversi sfruttando la natura architettonica del luogo. Unici elementi scenici: una panchina, giornali, un carrello della spesa, pneumatici usati, bottiglie di plastica. I protagonisti si trovano ad agire in una terra di nessuno, lontani dal mondo, la dove i rifiuti del mondo si accumulano.

Grattacapo e Vattelappesca, due mondi che si incontrano ai margini: il genio incompreso e il pazzo, l’intellettuale e il contastorie, il disincantato e l’ingenuo. Molto di più, cuore e cervello che si abbracciano. Due pesci fuor d’acqua, in ogni caso. La vita ai margini, tuttavia, non è per i “pesci fuor d’acqua” un disinteressarsi del mondo, anzi. La lontananza diventa una specie di lente di ingrandimento sotto cui mettere l’uomo e il proprio mondo.

Questo è lo spettacolo dei sogni, delle utopie, dell’amicizia. Infatti, proprio dall’incontro tra due uomini delusi che hanno deciso di “mollare”, nasce la trasformazione della “delusione della vita” nella forza rinnovata e nella spinta vitale che li porterà a lottare insieme, come Don Chisciotte e Sancho, per un mondo migliore.
Come Don Chisciotte e Sancho sono due anti-eroi che vogliono “salvare il mondo”: la cavalleria è una coscienza dei diritti fondamentali e il bisogno di giustizia, i mulini a vento sono i paradossi del nostro tempo, Dulcinea è l’acqua del fiume… Il fiume è il luogo simbolico di rigenerazione da cui i personaggi partiranno alla ricerca di altri “Don Chisciotte”.

Un Clown Bianco e un Augusto senza naso rosso che, attraversando registri comici, poetici e drammatici, esprimono la necessità di “lottare” insieme e di “riconoscersi”.

 

          Creato con il contributo dell’Assessorato alle Politiche per le Periferie del Comune di Roma, ha debuttato il 15 dicembre alla Festa dell’AltraEconomia 2002
          Nel 2003 è stato ripreso in occasione della settimana mondiale dell’acqua al Teatro dell’Orologio (Sala Orfeo) per due settimane.
          Vincitore Premio alla Drammaturgia “Gaetano Salvemini” (Primo premio) indetto dall’ETI al Teatro Flaiano di Roma (edizione 2003)
          Vincitore Premio Teatrale “Ombra” (Primo premio) indetto da Interre Agenzia Letteraria e l’Assenzio giornale Letterario (edizione 2004)
          Premio della Stampa Romana al Teatro Tordinona nella rassegna “Sarò breve fino ad eliminarti” (edizione 2004)

 

Luoghi in cui è stato rappresentato:

Festa dell’AltraEconomia 2002, patrocinio Assessorato Periferie (Roma)
Stagione 2002/2003 - Teatro dell’Orologio, Sala Orfeo (Roma)
“FinAcquando” al Parco di Aguzzano, patrocinio Assessorato all’Infanzia (Roma)
Sala Principe di Piemonte (Viareggio)
Seconda Rassegna di Teatro in Cortile, patrocinio Assessorato Periferie (Roma)
Zona Rischio (Roma)
Convegno Regionale Scout (Roma)
Rassegna Astra Occupato (Roma)
Casale Podere Rosa (Roma)
In tournée in Toscana (Cecina, Livorno, San Vincenzo, Viareggio, Lucca, Barga in Garfagnana, Piombino, Follonica, Grosseto, Pietrasanta, Castelnuovo Magra) marzo/maggio 2004
Rassegna “Ubu in Rampa”  (Roma)
Teatro degli Arrischianti (Sarteano)
“Campagne per una Toscana Sociale", PIOMBINO
Stagione 2004/2005 - Teatro Furio Camillo (Roma)
Festival Castelli di Pace, Bagnone (MS) luglio 2005
“Liscia, gassata o privatizzata?”, Roma ottobre 2005
“Forum ambientalista”, Bracciano (RM), dicembre 2005
Festival Solstizio d’estate, Cardoso (LU), giugno 2006
Piazze per la Sostenibilità e la Pace, Villa pamphili, Roma giugno 2006
Teatro TINTADIROSSO - Napoli
Teatro BRANCIFORTI - Bagheria (PA)
Solidal Fest - Castello degli Agolanti, Riccione

Lo spettacolo è arrivato alla sua 56° replica.