col Patrocinio dell'Ente Teatrale Italiano
Cercando Don Chisciotte
Performance di ricerca dei "luoghi" dell'antieroe moderno
per pubblico stanco di stare seduto sulle poltrone
drammaturgia e regia di
Chiara Casarico e Tiziana Scrocca
con
Chiara Casarico
Tiziana Scrocca
Luisa Noli
Giovanna Conforto
Rita Superbi
Il progetto “Cercando Don Chisciotte” – organizzato nel 2005 in collaborazione con Provincia di Roma, Comune di Roma, Instituto Cervantes di Roma, Accademia di Belle Arti di Roma e con il Patrocinio dell’Ente Teatrale Italiano - è nato con il duplice obiettivo di celebrare il quarto centenario della prima pubblicazione di uno dei romanzi più famosi della letteratura spagnola ed universale - "Don Chisciotte della Mancia" di Miguel de Cervantes - nonché quello di promuovere una rete tra attori del territorio al fine di valorizzare particolari “luoghi” attraverso l’arricchimento della “contamin’azione” linguistica, dove gli spazi deputati si fondono in uno scambio sinergico che si attua proprio grazie alla collaboratività espressivo-creativa.
Ulteriore obiettivo è consistito nel sensibilizzare alle questioni ambientali gli operatori coinvolti e gli spettatori, attraverso la realizzazione di parte dell’allestimento scenico con prodotti da riciclo.
LO SPETTACOLO
“Cercando Don Chisciotte” è uno spettacolo che nasce come work in progress a metà tra la performance aperta e il teatro sensoriale. La tessitura del lavoro è strutturata come un percorso, una sorta di labirinto testuale ed esperienziale, in cui lo spettatore è portato a diventare attore (quindi “spett’attore”). Lo “spazio teatrale” assume nuovi significati in cui la visione diventa vita reale, pensiero condiviso, luogo d’incontro. La platea non è più il luogo dello “spettatore” passivo. Non ci sono sedie. Non c’è la possibilità di “sedersi”.
Attraverso suggestioni e improvvisazioni, “attori” e “pubblico” si metteranno sulle tracce di Don Chisciotte per ritrovare un percorso personale e originale. Quasi senza accorgersene, lo spettatore passa dal "guardare" al "fare", diventando egli stesso cavaliere o scudiero, indossando costumi e impugnando improbabili oggetti in funzione di armi. La condivisione esperienziale, culminante con la simbologia del pane e del vino, porta lo spettatore ad aprirsi al confronto con se stesso e con gli altri. Finito il "tempo dell'agire", l'attore chiude il "sogno" ristabilendo il rapporto attore-spettatore e si ritorna al testo Cervantesiano.
La particolare struttura della spettacolo, articolata in un “percorso” alla ricerca dell’anti-eroe moderno, ha la caratteristica di fondersi nello spazio in cui si inserisce, contribuendo al contempo a valorizzarne le ricchezze e le peculiarità. È per questo che la nostra Compagnia Teatrale, dopo le fortunate rappresentazioni svoltesi a Roma, ha inteso individuare alcuni luoghi particolarmente significativi in cui proporre delle repliche per la stagione estiva.
Lo spettacolo ha debuttato il 21 dicembre 2005 presso la Ex Lavanderia del S.Maria della Pietà (ex Manicomio della Provincia di Roma); l’ottimo successo riscontrato e le numerose richieste di prenotazioni hanno imposto due cicli di repliche, conclusesi il 9 gennaio 2006. Con un ulteriore contributo della Provincia di Roma è stato replicato con successo a settembre 2006 nel Parco di Villa Flora – Abraxa Teatro.
